• Arianna Galli

La vita e il nulla

Updated: Dec 13, 2021

articolo di critica d'arte Arianna Galli riguardo la serie pittorica Audire di Aldo Righetti


La modernità è il transitorio, il fuggitivo, il contingente, è la metà dell’arte, di cui l’altra metà è l’eterno, ciò che rende ogni opera d’arte un’opera d’arte. […] In sintesi, per fare arte occorre che essa effonda la bellezza misteriosa, inconsapevole della vita umana.

Questo scrive Charles Baudelaire nel saggio Pittore di Vita Moderna ed è questo che Aldo Righetti riesce a realizzare nelle sue opere, in cui gli elementi semplici e quotidiani della vita emergono dal silenzio di superfici bianche.

Le sue opere nascono da una ricerca dell’essenza, della commozione di fronte alla vita e alla ricerca delle sue briciole, della sua semplicità. Non a caso, nonostante la sua forte preparazione nella rappresentazione iconografica classica del mondo, la abbandona per adottare una tecnica sperimentale e nuova, in cui scultura e pittura si fondono: le sue tele sono costituite da una distesa bianca su cui sono posti degli elementi in legno, creando un bassorilievo simbolico sul nulla.

Questo lo si vede in particolare in una delle sue ultime serie pittoriche: Audire. Il titolo della serie è già estremamente ricco di significato: è dato infatti dal verbo latino (lingua dalla musicalità solenne e che richiama al silenzio) che significa ascoltare.

Non a caso, il grande filosofo tedesco Heidegger ricordava che in ogni atto comunicativo, e l’arte è uno di essi, la componente più importante è l’ascolto, la chiamata, l’esperienza dell’altro che è sempre diverso da noi di una diversità che è ricchezza, che è dono. E l’ascolto è necessario perché ci sia una risposta, una risposta che cerchi la verità, che porti con sé la novità dell’altro fondendola a quello che già si aveva nell’anima, ampliando il discorso, creando il dialogo.

Ed è questo che accade nella serie Audire in cui vari frammenti della quotidianità nuotano nell’atmosfera onirica data dal bianco: pizzi che ricordano le case degli anziani al cui interno stanno figure stilizzate di uomini e donne che cercano di esprimere qualcosa senza poterlo dire, come se mancasse qualcosa di umano, come se si stesse ricercando l’umano perduto.

È così che in questa serie pittorica figure corali cercano di trovare un canto nel silenzio e il vuoto di quest’epoca, di trovare la vita nella morte, nel nulla.



articolo visibile anche sul sito ufficiale dell'artista Aldo Righetti al seguente link:

https://www.aldorighetti.com/review/recensione-di-arianna-galli-writer/



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